Valle di Cembra

 

Numerose sono le ipotesi con le quali gli studiosi hanno cercato di chiarire l’origine del nome di una delle valli più caratteristiche del Trentino: la Valle di Cembra. Sia che esso derivi dalla presenza di boschi di pini cembri o dalla trascorsa residenza di popolazioni di cimbri, è fatto innegabile che la storia della valle affonda lontana nel tempo.
Un passato tanto ricco è vivo nei numerosi ritrovamenti archeologici appartenenti al periodo neolitico, eneolitico e soprattutto alla tarda età del bronzo, del ferro e del periodo romano.
Ma non solo la storia è generosa di testimonianze. Anche il paesaggio della Valle di Cembra mostra aspetti unici grazie ai ripidissimi vigneti che scendono quasi fino al letto del torrente Avisio interrotti, talvolta, solo dalla presenza di boschi.

Oggi, come si apprezza nelle visioni panoramiche, l’aspetto di questa valle ripida e scoscesa è fortemente caratterizzato dalla viticoltura. Con un tripudio di colori che poco ha da invidiare all’arte, il paesaggio appare sempre vestito a festa. I verdi dell’estate anticipano la mutevole tavolozza dell’autunno, i gialli accesi e i bruni illuminano le colline con sorprendenti accostamenti, la nevosa quiete invernale dona ai vigneti un’inusuale e rarefatta atmosfera. Un’azione, quella della natura, che non va disgiunta da quella dell’uomo: in simbiosi, natura e uomo hanno cesellato il paesaggio valorizzando gli spazi dedicati alla viticoltura.
È infatti impossibile, osservando i vigneti, non trovarvi le tracce della creatività e della tenacia di generazioni di contadini che, per secoli, guardando all’utilizzo razionale delle risorse, hanno strappato alla natura i terreni coltivabili trasformando, fin quasi al greto del torrente Avisio, gli erti profili del versante destro della valle in miriadi di appezzamenti.

I piccoli e preziosi campi, percorsi da strette e ripide strade, sono divisi da muri a secco costruiti con sassi di differenti dimensioni incastrati e posizionati l’uno sopra l’altro senza l’ausilio di malta. Vecchi di decenni e talvolta di secoli, i muretti impreziosiscono il panorama di inediti merletti. Ancora oggi essi sono periodicamente rinforzati con pietre trasportate a mano con abilità ed esperienza destinate purtroppo ad andare dimenticate. Realizzati con gli scarti del porfido proveniente dalle numerose cave presenti sul versante sinistro della Valle di Cembra, i muretti della valle sono un omaggio discreto a quello che è conosciuto come l’“oro rosso” del Trentino. Prodotto di origine vulcanica originato 270-280 milioni di anni fa dal deposito di nubi ardenti eruttate da una grande fessura nel terreno, il porfido è ampiamente utilizzato come materiale da rivestimento e pavimentazione.

Pur essendovi analogie nel modo con il quale la viticoltura è praticata in Valle di Cembra e in altre zone del Trentino, è impossibile portare osservazioni e ragionamenti validi per tutto il territorio. La viticoltura in Valle di Cembra, infatti, è chiamata dei “muretti”, “eroica” o “verticale” proprio perché gli appezzamenti coltivati sono posizionati su pendii impraticabili ad altre colture.
Tutte le attività legate alla viticoltura si svolgono in maniera peculiare. L’impossibilità di impiegare mezzi meccanici impone un grandissimo impiego della manualità anche nella fase della vendemmia. Prima di essere versati negli appositi cassoni per essere poi condotti in cantina dove avverranno i processi di vinificazione, i grappoli, depositati nelle bigonce, sono infatti portati sulle spalle da contadini che per risalire i ripidi vigneti devono mettere alla prova tutte le loro doti di forza e di equilibrio.
Pur considerando variazioni legate all’andamento climatico stagionale e alle caratteristiche intrinseche delle uve stesse, la vendemmia si svolge nei mesi di settembre e ottobre. Come un tempo, anche oggi la vendemmia è un importante momento di socializzazione. Interi gruppi familiari e manodopera assunta per l’occasione lavorano insieme in un clima di cordiale affiatamento.

Grazie alle loro caratteristiche, le uve prodotte in Valle di Cembra danno vita a vini apprezzati da esperti ed intenditori. Particolarmente ricercati a tavola, questi vini consentono memorabili abbinamenti a piatti, sia semplici che elaborati, della cucina locale ed internazionale. Ancora una volta tanta qualità va cercata nelle caratteristiche dei vigneti. I grappoli, infatti, come conseguenza diretta della notevole escursione termica tra giorno e notte, sono ricchi di zuccheri e profumi, le radici cercano l’acqua nella profondità del terreno.
Infine, con attenzione e amore, già durante la raccolta i contadini selezionano i grappoli maturi scartando i chicchi acerbi o danneggiati, le foglie e i piccoli rami in maniera che al processo di vinificazione sono avviati solo i frutti migliori.