Valsugana

 

Sbocco naturale della regione trentina verso il mare veneto e la pianura, la Valsugana ha sempre rivestito un ruolo determinante nella geografia dei traffici di tipo turistico e commerciale.

Interessata al passaggio della Claudia Augusta Altinate (la strada romana il cui tracciato attraversa Trentino Alto Adige, Tirolo e Baviera), la Valsugana è bagnata per tutta la sua lunghezza dal fiume Brenta. In Valsugana è fiorente l’attività della viticoltura che pare sia stata introdotta dai romani. Numerose, in questo senso, sono le testimonianze che attestano la vocazione vinicola della zona. Tra esse il documento più antico finora ritrovato risale al 1220 e descrive l’obbligo degli abitanti di Portolo, Prato, Riveda e Zivignago di consegnare precisi quantitativi di vino ai Canonici della Cattedrale di Trento.

Ancora oggi, così come altrove, durante il ciclo produttivo di vigneti, alberi da frutto e altre coltivazioni i campi della Valsugana sono popolati dalle simpatiche e curiose presenze degli spaventapasseri. Manichini dalle sembianze umane abbigliati con vestiti fantasiosi e colorati, insieme ai nastri sventolanti e ai sistemi moderni come gli impianti automatici di sparo a salve, gli spaventapasseri discendono dall’antica tradizione dei “saltari”, cioè delle guardie agricole. Assunti un tempo per San Giacomo (25 luglio) o San Lorenzo (10 agosto), i “saltari” rimanevano nei campi fino al termine della vendemmia proibendo l’accesso a ladri ed estranei ed alloggiando in capanne di paglia.

Significative e importanti sono le iniziative che, da alcuni anni, hanno portato la Valsugana all’avanguardia del settore agricolo.
Tra esse va ricordata la reintroduzione nella viticoltura produttiva della coltivazione di vitigni antichi. Una scelta importante, che rispetta e riprende le tradizioni colturali di un territorio che, fino all’Ottocento, vedeva crescere per la quasi totalità varietà native. Solo in epoca successiva, infatti, queste furono in gran parte sostituite da vitigni francesi della Borgogna e dal bordolese giudicati di qualità superiore.
Oltre lo scorrere del tempo e delle mode oggi è rimasta intatta la passione di alcuni viticoltori attenti che hanno mantenuto nei loro vigneti varietà del passato. Proprio queste coltivazioni, accanto ad altre appositamente create, stanno ora riprendendo forza e vigore anche grazie alla volontà di aziende come le Cantine Monfort che vanno nella direzione della riscoperta e riproposta di vini pregiati per intenditori.