Vallagarina

 

Terra di cultura, di artisti e di vigneti, la Vallagarina si allunga per una sessantina di chilometri tra l’abitato di Mattarello, alla periferia meridionale di Trento, e il territorio della provincia di Verona, con il quale confina a sud.

Con un clima in parte mitigato dalla vicinanza al Lago di Garda, la Vallagarina si caratterizza per la grande varietà paesaggistica. Sul suo territorio, infatti, sono presenti le montagne dei Lessini e l’Altopiano di Brentonico, il fondovalle pianeggiante e i declivi di colline vitate, i terrazzamenti della Valle di Gresta, noti in Italia e all’estero per le coltivazioni biologiche di patate, carote e cappucci.

Antica è la vocazione agricola della zona. A dare ascolto alla tradizione, fu Ercole stesso che, quando stanziò nelle terre padane i coloni greci Graii, mise a dimora le prime talee su una terra che deve il suo nome al toponimo di origine germanica “Làgare”, dal tedesco “Lager”, campo.

Nella piana del fondovalle o in collina, attorno ai paesi e ai caratteristici piccoli borghi che comprendono nel loro abbraccio, i vigneti sono presenti ovunque e si sviluppano rigogliosi grazie ad un terreno ricco di basalto che esalta appieno le caratteristiche delle qualità qui più diffuse: schiava, cabernet e marzemino. Proprio il marzemino che, proveniente dalla Corinzia, ha trovato in Vallagarina la sua terra di elezione, è la varietà che maggiormente identifica i vigneti della zona. Vigneti che sono un tutt’uno con l’ambiente e che hanno ispirato poeti, musicisti, intellettuali e letterati che, al paesaggio oltre che alla bevanda cara al dio Bacco, hanno dedicato pagine particolarmente suggestive.

Tra le numerose testimonianze del Settecento vanno ricordate quella dell’intellettuale trentino Clementino Vannetti che, in versi, ha celebrato le uve dalle quali si ottenevano i “liquori che … formano il condimento de’ più lauti banchetti”, l’affettuosa descrizione che lo scrittore e poeta tedesco Johann Wolfgang Goethe ha dedicato al territorio: “Al piede del monte le colline sono coltivate a viti. Tra i filari lunghi e bassi sono piantati dei pali e le uve brune pendono graziosamente dell’alto, maturando al calore del terreno sottostante”, le armonie musicali di Wolfgang Amadeus Mozart (molto amato in Vallagarina dove, appena tredicenne, tenne il suo primo concerto italiano) che con i versi “Versa il vino, eccellente Marzemino”, ha reso immortale il nome del vino locale nel secondo atto della sua opera Don Giovanni. Nel Novecento anche il pittore futurista Fortunato Depero, che con i colori fantasiosi della sua tavolozza tante volte ha raffigurato l’uva, ha dedicato un omaggio in prosa al vino: “Io voglio del vino asciutto. Rosso chiaro, con trasparenza di rubino. Accostando il bicchiere alle labbra un tepore profumato mi deve leggermente inebriare. Al palato deve apparire quieto, scorrevole e dissetante. Nella gola deve scivolare come una cascatella cristallina di pace raccolta e di poesia silenziosa…”.